Michele Franco: opere
13martedìOtt 2015
Posted in Michele Franco
Escape: pittura da meditazione
Le escape sono una pittura composta da cromatismi atmosferici manifesti nelle stagioni e nelle ore del giorno o della notte: solari e notturni, pomeridiani e mattutini, dal crepuscolo al tramonto. Sono gli elementi tonali con cui si compongono i paesaggi latini. Visioni oniriche, poetiche, cariche di evocazioni che riportano alla luce l’arcaico topos del locus, viaggiando per antichi sentieri, oggi sepolti sotto l’oblio della multimedialità contemporanea.
I bisogni dello spirito dell’uomo libero rompono gli argini e i muri eretti dalle modaiole e fanatiche ideologie della modernità. Non è un revival romantico ma piuttosto una necessità che riemerge, come puntualmente accade nella storia, il bisogno di rifondare il senso dell’essere, di bagnarsi ed immergersi nei luoghi e negli stagni della rigenerante giovinezza delle stagioni della terra: li chiamano i luoghi dell’anima, luoghi di potere, paesaggi archetipici dove lo spirito della grande Dea Madre si manifesta. I paesaggi latini sono una evocazione di scenari in cui tornare e viaggiare con l’immaginazione, ripercorrendo i sentieri silenziosi tra le ombre profumate degli alberi, dei cespugli, delle colline per captare ad ascoltare per qualche istante il suono del vento, i canti ipnotici delle cicale, le nenie notturne dei grilli, i concerti delle foreste e dei fiumi, come vibrazione assoluta con cui il vivente ci parla, ricordandoci a chi apparteniamo e di cosa siamo fatti. Sono luoghi dove abbiamo lasciato i nostri desideri di un’infanzia sempre eterna in cui il nostro essere è puro e innocente e la nostra anima vuole tornare per rigenerarsi, per ritrovare la quiete, l’armonia con il mondo vivente, qui e ora. Sono bisogni umani, sono sempre vivi e incarnano una eterna giovinezza che non passa mai. Sono una serie di immagini ispirate e pensate come delle piccole finestre aperte nell’immaginario collettivo. Dei fori attraverso cui guardare ed entrare. Sono passaggi segreti in un mondo parallelo: luoghi rimossi dalla banalità del quotidiano. Sono provocazioni visive, scorci onirici. Un déjà-vu, un viaggio in uno spazio, un paesaggio in cui lo spirito umano ritrova il senso dell’essere identificandosi con lo spirito della natura, del mondo. Per qualche istante ritroviamo quell’ebbrezza fanciullesca e pura. Noi siamo il mondo e il mondo si rispecchia in noi. L’onnipresente è totale e tutto trova e giustifica la sua ragion d’essere nella creazione, in una armonia universale in divenire, lontana da ogni logica o volontà, al di la della presenza umana, raramente presente nelle composizioni. Quindi una pittura da meditazione, fatta di catarsi, da vedere a distanza ravvicinata, da toccare, maneggiare, annusare, fare propria, portare con se. Una fuga da praticare con lo sguardo che ci riconduca in un luogo dove proiettare il nostro spirito e vagare, camminare, volare, addormentarsi all’ombra della chioma sotto un albero o in una macchia, sull’erba, lasciando fuori le nostre ansie, le paure, l’assurdità di una realtà contemporanea schizofrenica, carica di violenza e angoscia del vivere.



















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